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Il seminario del 20 maggio 2017: L’assoluzione


Il Seminario del 20 maggio 2017 – “L’assoluzione”

Come i seminari precedenti, l’incontro del 20 maggio 2017, dal titolo “L’Assoluzione”, organizzato dall’Accademia delle tecniche conversazionali il 20 maggio 2017 ha avuto luogo nella bella sede di Palazzo Cusani. Nel prossimo numero della Rivista (Tecniche delle conversazioni 2/17), viene dato il completo resoconto dei lavori.

La raccolta inizia con un testo di avvicinamento al Seminario, Ma che modi sono questi? di Giampaolo Lai. Segue l’introduzione, sempre di Giampaolo Lai, su due modelli di assoluzione nella letteratura, Guido da Montefeltro e Donna Elvira, poi le relazioni dei cinque oratori in programma, di cui do qui un veloce accenno.

Fine pomeriggio a Milano

La prima relazione è stata quella di Rita Erica Fioravanzo, intorno al tema dell’assoluzione che un giovane migrante tormentato da incubi sente di dover ottenere dai suoi familiari abbandonati in Africa. Poi Rodolfo Sabbadini ha trattato in termini giuridici il problema della tutor di un corso nei confronti di persone che non rispettano le regole di frequenza, facendo  torto sia a se stesse sia al corso. Marco Piccinelli ha presentato una situazione clinica nella quale una donna reagisce alla morte di un’amica con un’amnesia retrograde totale, al posto dell’assoluzione che sarebbe la risposta adeguata. Pierrette Lavanchy parla del senso di colpa perenne di una giovane donna, come di una forma di contrizione in attesa dell’assoluzione. Infine Giampaolo Lai  introduce la questione degli atti con i quali un vivente può saldare i conti con uno spettro arrabbiato, nella scia della storia misteriosa di un indumento scomparso con il favore dell'oscurità, e poi sorprendentemente ritrovato.

In conclusione è riportata l’ampia discussione generale con gli interventi aperti a tutti i partecipanti al seminario. I temi rilevati e discussi sono diversi, ma si concentrano intorno alla relazione problematica del vivente con i suoi defunti. Se un vivente è visitato in sogno dai suoi morti, con i quali esiste un conflitto, è necessario che le colpe vengano saldate. Ma chi è che dà l’assoluzione, chi è che deve chiederla? Come farsi capire da un genitore defunto? Qual è la differenza tra assoluzione e perdono? A questa domanda è stata data la risposta che il perdono è un atto gratuito da chi ha subito un torto e può anche ignorare di essere stato perdonato, mentre l’assoluzione è un processo complesso, articolato, fatto di riconoscimento della colpa, contrizione del cuore, richiesta di assoluzione, che interessa consapevolmente le due persone implicate. Ma è un processo duale o una triade, che comporterebbe anche l’intervento di un arbitro?

Su tutti questi aspetti potrete trovare l’occasione di riflettere registrandovi come socio sostenitore all’Accademia delle tecniche conversazionali, il che  vi dà diritto alla Rivista, sia nella forma cartacea, sia in pdf online.






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